Il medico competente e la sorveglianza sanitaria

di Francesco Chirico. Pubblicato il 30 gennaio 2023

Chi è il medico competente e quali sono gli obiettivi della sorveglianza sanitaria?

Il medico competente è il responsabile in azienda della sorveglianza sanitaria.

L’obiettivo principale della sorveglianza sanitaria negli ambienti di lavoro è di prevenire l’insorgenza di malattie professionali e lavoro correlare.

Tuttavia, l’attività del medico competente dovrebbe essere rivolta ad evitare l’aggravamento di malattie comuni a causa del lavoro e di contribuire alla prevenzione degli infortuni sul posto di lavoro.

Questo può essere realizzato con un approccio globale alla salute del lavoratore.

Le visite mediche

Il medico competente visita i lavoratori esposti al rischio professionale per formulare un giudizio di idoneità alla mansione specifica. Il medico competente, tuttavia, attraverso la sorveglianza sanitaria, svolge una serie di attività informative e collaborative che non consistono soltanto nella semplice esecuzione di visite mediche.

Come evidenziato dall’INAIL lo scopo della sorveglianza sanitaria è quello di:

  • valutare l’idoneità specifica al lavoro
  • scoprire in tempo utile anomalie cliniche o precliniche (diagnosi precoce)
  • prevenire peggioramenti della salute del lavoratore (prevenzione secondaria)
  • valutare l’efficacia delle misure preventive nel luogo di lavoro
  • rafforzare misure e comportamenti lavorativi corretti. 

Il medico competente e la sorveglianza sanitaria

La sorveglianza sanitaria viene effettuata dal medico competente che, secondo la definizione dell’articolo 2, comma 1, lettera h del Decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, è un sanitario in possesso dei titoli professionali e dei requisiti  previsti dall’articolo 38 del D.Lgs 81/08.

1. Per svolgere le funzioni di medico competente è necessario possedere uno dei seguenti titoli o requisiti:

a) specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica;
b) docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro;
c) autorizzazione di cui all’articolo 55 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277;
d) specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale;
d-bis) con esclusivo riferimento al ruolo dei sanitari delle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di finanza, svolgimento di attività di medico nel settore del lavoro per almeno quattro anni.

2. I medici in possesso dei titoli di cui al comma 1, lettera d), sono tenuti a frequentare appositi percorsi formativi universitari da definire con apposito decreto del Ministero dell’università e della ricerca di concerto con il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

I soggetti di cui al precedente periodo i quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, svolgano le attività di medico competente o dimostrino di avere svolto tali attività per almeno un anno nell’arco dei tre anni anteriori all’entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono abilitati a svolgere le medesime funzioni.

A tal fine sono tenuti a produrre alla Regione attestazione del datore di lavoro comprovante l’espletamento di tale attività.

3. Per lo svolgimento delle funzioni di medico competente è altresì necessario partecipare al programma di educazione continua in medicina ai sensi del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, e successive modificazioni e integrazioni, a partire dal programma triennale successivo all’entrata in vigore del presente decreto legislativo.

I crediti previsti dal programma triennale dovranno essere conseguiti nella misura non inferiore al 70 per cento del totale nella disciplina «medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro».

4. I medici in possesso dei titoli e dei requisiti di cui al presente articolo sono iscritti nell’elenco dei medici competenti istituito presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

Controlla QUI se il medico competente che hai scelto è abilitato a svolgere le attività del medico competente e risulta iscritto all’Albo del Ministero della Salute.

Quando i lavoratori possono essere visitati

Le visite mediche devono essere comunque mirate al rischio normato per legge (ad esempio, rischio derivante dall’uso di attrezzature munite di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per almeno 20 ore settimanali dedotte le pause di cui all’art 175 del D.Lgs 81/08, movimentazione manuale di carichi, esposizione ad agenti chimici con un rischio NON basso per la sicurezza e/o NON irrilevante per la salute del lavoratore, ecc.) ed i lavoratori devono essere informati sul significato e sull’esito degli accertamenti sanitari effettuati, ricevendo anche una copia del giudizio di idoneità alla mansione specifica. Il medico competente, all’esito della visita medica, deve inviare copia del giudizio al datore di lavoro e copia al lavoratore interessato.

La collaborazione alla valutazione del rischio

Il medico competente deve collaborare alla valutazione del rischio ed alle attività di promozione della salute che il datore di lavoro può organizzare in azienda, secondo i principi della responsabilità sociale.

La prima attività per il medico competente è il sopralluogo annuale negli ambienti di lavoro (non è più obbligatorio il sopralluogo congiunto con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione).

Quindi, il medico competente deve predisporre un protocollo di sorveglianza sanitaria con cui presentare il protocollo degli accertamenti sanitari per mansione e, quando possibile, i criteri con cui formulare l’idoneità alla mansione.

QUI riporto la metodologia consigliata dall’Agenzia Europea per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro per la valutazione dei rischi lavorativi.

L’attività di collaborazione del medico competente alla valutazione del rischio è il passaggio iniziale e finale della sorveglianza sanitaria.

Tale attività, infatti, inizia con la collaborazione alla corretta individuazione dei fattori di rischio presenti negli ambienti di lavoro e con collaborazione alla formazione dei lavoratori e finisce con valutazione dell’efficacia delle misure di prevenzione primarie attuate.

La verifica dell’efficacia delle misure di prevenzione messe in atto dal datore di lavoro può essere effettuata attraverso opportune indagini epidemiologiche.

Infine, la sorveglianza sanitaria negli ambienti di lavoro consente al medico competente di collaborare in modo attivo e con dati sanitari utili alla valutazione dei livelli di stress lavoro correlato e di altri fattori di rischi psicosociali presenti in azienda.

Il medico competente è un epidemiologo

Le indagini epidemiologiche hanno lo scopo di identificare patologie che possono essere causate o aggravate dal lavoro. Ciò viene ottenuto attraverso una corretta raccolta e gestione dei dati.

La raccolta accurata, l’analisi e la presentazione dei dati ottenuti nella relazione sanitaria annuale in occasione della riunione periodica annuale ex art. 35 D.Lgs 81/08 sono essenziali per identificare le aree specifiche dove è necessario migliorare le politiche sulla sicurezza.

L’analisi dei dati aiuta pertanto gli stakeholder aziendali nel prendere decisioni informate sui dati e quindi basate sui principi della medicina basata sulle prove di efficacia.

Qui trovi un mio articolo che parla della necessità di adottare in medicina del lavoro (per quanto possibile) i principi della “Evidence-Based Medicine”.

Per approfondire

La sorveglianza sanitaria negli ambienti di lavoro è un’importante strategia per garantire ai lavoratori un ambiente sicuro e salubre in cui lavorare e poter diagnosticare (in fase precoce) o ancora meglio prevenire la comparsa di malattie professionali o lavoro correlate.

Manuali utili:

Medicina del Lavoro Pratica di Nicola Magnavita

Il Burnout nella scuola di Francesco Chirico e Giuseppe Ferrari

Il comfort termico negli ambienti di lavoro di Francesco Chirico

Il rischio biologico nella scuola: Strumenti per la prevenzione del SARS-CoV-2 e di altri agenti di rischio biologico di Francesco Chirico

COVID-19: Come prevenire il contagio nella scuola di Francesco Chirico

Se cerchi una consulenza con un medico competente puoi cercarne uno QUI o puoi contattarmi QUI

Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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