Assunzione di alcol e alcoldipendenza: il ruolo della sorveglianza sanitaria

di Francesco Chirico. Pubblicato il 26 febbraio 2023

L'alcol nei luoghi di lavoro

Introduzione

L’assunzione di alcolici nei luoghi di lavoro può comportare seri rischi per la sicurezza e la produttività. In questo articolo, esploreremo gli effetti dell’alcol sul corpo umano, i rischi associati all’abuso di alcol nei luoghi di lavoro e la normativa italiana che regola l’assunzione di alcol in ambienti di lavoro.

Rischi dell’abuso di alcol nei luoghi di lavoro

L’abuso di alcol nei luoghi di lavoro può causare una ridotta capacità produttiva, errori nelle procedure, incidenti con danni a macchinari, perdita di efficienza lavorativa e aumento degli infortuni sul lavoro. In Italia, si stima che gli infortuni correlati all’assunzione di alcol siano in media 10.000 all’anno. In altre parole, l’uso e l’abuso di alcol nei luoghi di lavoro rappresentano un rischio lavorativo per la salute e la sicurezza di terzi presenti nei luoghi di lavoro.

Effetti dell’alcol sul corpo umano

L’alcol può avere effetti negativi sul cervello, sul fegato, sul cuore, sul tratto digestivo, sul sistema immunitario, sul sistema nervoso centrale, sul sistema endocrino, sulla pelle, sulla capacità di guida e sulla salute mentale. L’abuso di alcol può anche causare problemi di fertilità e aumentare il rischio di cancro. Leggi questo articolo per approfondire.

La normativa italiana sull’alcol nei luoghi di lavoro

In Italia, la Legge 125/2001 proibisce l’assunzione di alcol nei luoghi di lavoro, anche nell’orario mensa/pausa pranzo, per i lavoratori che svolgono operazioni che richiedono alto livello di concentrazione, produttività e responsabilità verso terzi. L’elenco delle lavorazioni soggette a tale divieto è riportato all’Intesa Stato-Regioni 16 Marzo 2006. Il D.Lgs.vo 81/08 prevede l’obbligo per il medico competente di effettuare la sorveglianza sanitaria finalizzata “alla verifica della assenza di condizioni di alcoldipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti”. Tuttavia, non è chiaro se tale valutazione debba riguardare solo le mansioni presenti nell’elenco dell’Intesa Stato-Regioni 16 marzo 2006.

Sorveglianza sanitaria e contrasto all’assunzione di alcol nei luoghi di lavoro

Tra le mansioni indicate a rischio per terzi vi sono gli insegnanti di ogni ordine e grado, le vigilatrici d’infanzia, le mansioni che prevedono il porto d’armi, le mansioni con attività di trasporto che prevedono la guida di veicoli con patente B e superiori (C-D-E). Vedi qui l’elenco completo. Per l’esclusione di un eventuale stato di alcoldipendenza non conterà, tuttavia, soltanto l’assunzione di alcolici durante l’orario di lavoro o l’assunzione frequente di alcol anche al di fuori dell’ambiente di lavoro. L’alcoldipendenza deve essere diagnosticata secondo l’ICD-11 o il DSM 5.

Sorveglianza sanitaria e strumenti a disposizione del medico competente

Il Medico Competente spesso non ha le competenze necessarie (non è uno psichiatra!) per diagnosticare il disturbo di alcoldipendenza o un disturbo legato al consumo di alcol. Tuttavia, può utilizzare alcuni esami ematochimici e/o questionari di rapida somministrazione (Test Audit e test Cage) nell’ambito del suo programma di sorveglianza sanitaria, come accertamenti di 1° livello. L’eventuale sospetto diagnostico dovrà poi essere confermato dai Servizi Alcologici dei Dipartimenti delle Dipendenze (DPD) presenti nel territorio.

Protocollo sanitario per la prevenzione dei disturbi da alcol

La visita medica effettuata dal medico competente è fondamentale per indirizzare lo specialista nella diagnosi, in quanto nelle forme di dipendenza da alcol sono spesso evidenti, anche solo all’anamnesi, segni e sintomi di un disturbo. Da precisare che il CDT (un esame ematochimico che spesso si trova nei protocolli dei medici competenti) non ha un’elevata predittività positiva: significa cioè che se il CDT è positivo, il lavoratore non è necessariamente affetto da un disturbo da alcol. Non esiste in altre parole un esame ematochimico che da solo consenta di fare diagnosi.

Cosa fare se viene diagnosticato un disturbo da alcol in un lavoratore?

Per i lavoratori per cui è stata diagnosticata un alcoldipendenza è possibile accedere a programmi terapeutici e riabilitativi ai sensi dell’art. 124 DPR 309/90, dedicato al trattamento dei lavoratori con stati di tossicodipendenza accertata e alle vicende del rapporto di lavoro di questi in costanza del percorso riabilitativo. 

Obblighi e sanzioni per il datore di lavoro

Ai sensi dell’art. 15 comma 1 Legge 125/2001, “Nelle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi, individuate con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è fatto divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche“. Il comma 4 dello stesso articolo prevede che: “Chiunque contravvenga alle disposizioni di cui al comma 1 è punito con la sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma da lire 1 milione a lire 5 milioni”.

Obblighi e sanzioni per il lavoratore

Mentre i datori di lavoro non possono somministrare alcolici in tali attività lavorative, i lavoratori non possono comunque assumerli. Oltre alle sanzioni previste dalla legge 125/01 (multa da 516 a 2.582 Euro), per i trasgressori sono applicabili anche le sanzioni previste dal D.Lgs.vo 81/08 per chi non rispetta le disposizioni aziendali (arresto fino ad un mese o ammenda da 200 a 600 euro). L’Azienda può stabilire autonomamente sanzioni disciplinari, che devono essere previste nel documento di valutazione del rischio.

Cosa succede se il lavoratore è in stato di ebbrezza alcolica nei luoghi di lavoro?

Se il lavoratore è in evidente stato di ebbrezza alcolica e può costituire un rischio per sè e per gli altri, al pari di qualsiasi altra condizione in cui può mettere in pericolo sè o gli altri deve essere allontanato dal datore di lavoro ai sensi dell’art 18 comma 1 lettera c del D.Lgs 81/08. Ove il datore di lavoro non ottemperi ai suoi obblighi, in caso di infortunio sul lavoro o di incidente, vi potrà anche essere una responsabilità penale e civile in caso di infortunio subito dal lavoratore o in caso di danni verso terzi eventualmente causati dal lavoratore.

Linee Guida delle Regioni

Alcune Regioni hanno emanato proprie Linee Guida sull’alcol dipendenza ed i controlli alcolimetrici nei luoghi di lavoro:

Piemonte

Toscana

Emilia-Romagna

Puglia

Friuli-Venezia Giulia

Strumenti per la valutazione del rischio e le misure di prevenzione e protezione

Verificare la presenza in azienda delle mansioni presenti nell’Elenco di cui al Provvedimento della Conferenza Permanente Stato Regioni del 2006.

In caso positivo predisporre e mettere in atto una policy aziendale per l’informazione, la formazione dei dipendenti (in relazione al divieto e ai possibili controlli) e per il divieto di somministrazione di alcolici.

Predisporre controlli o autocontrolli con test rapidi alcolimetrici che il lavoratore stesso può effettuare al momento dell’ingresso in azienda.

Quale ruolo può avere la sorveglianza sanitaria?

Predisporre per il tramite del medico competente un programma di controlli alcolimetrici a sorpresa per l’assunzione di alcolici durante l’orario di lavoro ed accertamenti sanitari da effettuarsi nell’ambito della sorveglianza sanitaria per escludere uno stato di alcodipendenza. Il protocollo si sorveglianza sanitaria può prevedere come accertamenti di screening la visita medica con anamnesi mirata, integrata da Test Audit e Test CAGE (Il piano di accertamenti sanitari può variare sulla base delle eventuali Linee Guida presenti a livello regionale e a discrezione del medico competente).

Esempio di procedura operativa

QUI troviamo un esempio di procedura operativa per applicare in azienda il divieto di assunzione e somministrazione di bevande alcoliche nella attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro, con la possibilità di effettuare controlli alcolimetrici ai lavoratori, e nell’ambito della sorveglianza sanitaria, la verifica dell’assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti. QUI è possibile scaricare dal sito della ASL 8 della Regione Veneto, del materiale utile per prevenire il rischio derivante dall’uso di alcolici e stupefacenti nei luoghi di lavoro.

Per approfondire

Per maggiori info su “etilismo e disturbi da alcol” leggi QUI. Se sei un datore di lavoro e vuoi organizzare un attività di educazione alla salute per i tuoi lavoratori sui pericoli legati all’alcol leggi QUI.

In questo libro di Angelo Sacco dal titoloIl Medico Competente. Guida pratica alla professione (EPC editore, 2020) potrai scoprire il ruolo, i compiti e le responsabilità del medico competente.

Facebook
Twitter
LinkedIn

Approfondisci

Articoli correlati