I programmi di promozione della salute negli ambienti di lavoro

promozione della salute

Cosa sono i programmi di promozione della salute negli ambienti di lavoro

I programmi di promozione della salute sono molteplici e possono essere realizzati con il contributo del medico competente negli ambienti di lavoro.

Per promozione della salute (“Health promotion” nel linguaggio anglosassone) – secondo il glossario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – si intende il processo che consente alle persone di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla.

I programmi di promozione della salute dei lavoratori e la Carta di Ottawa

Il concetto di promozione della salute, che inizia a svilupparsi nel 1978 con la Dichiarazione di Alma Ata, viene definito nel 1986 con “La Carta di Ottawa”.

La Carta di Ottawa stabilisce che “La promozione della salute è il processo che conferisce alle popolazioni i mezzi per assicurare un maggior controllo sul loro livello di salute e migliorarlo”.

Secondo la Carta di Ottawa,  “questo modo di procedere deriva da un concetto che definisce la salute come la misura in cui un gruppo o un individuo possono, da un lato, realizzare le proprie ambizioni e soddisfare i propri bisogni e dall’altro, evolversi con l’ambiente o adattarsi a questo”.

La promozione della salute dei lavoratori: i principi fondamentali

La salute non è assenza di malattia, ma è pieno benessere psico-fisico. La salute, pertanto, è percepita come risorsa della vita quotidiana e non come il fine della vita: è un concetto positivo che mette in valore le risorse sociali e individuali, come le capacità fisiche.

“Pertanto, la promozione della salute non è legata soltanto al settore sanitario: supera gli stili di vita per mirare al benessere”.

Come realizzare programmi di promozione della salute negli ambienti di lavoro secondo l’EU OSHA

L’Agenzia europea per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (EU-OSHA) mette a disposizione dei lavoratori delle risorse preziose.

Può essere utile, in modo particolare, il Fact Sheet (tradotto anche in italiano) per dare consigli utili ai lavoratori:

  1. Lo stile di vita è privato. Possono incoraggiarvi, ma non possono assolutamente obbligarvi a cambiare comportamento, a meno che determinate azioni si rivelino dannose per altri.
  2. Partecipare ad attività per promuovere la salute sul lavoro è una scelta volontaria. Si deve tener conto però che una
    vita sana è sempre anzitutto nell’interesse di ognuno. 
  3. Le attività di promozione della salute nei luoghi di lavoro richiedono un impegno consapevole da parte sia dei datori di lavoro, nell’offrire condizioni organizzative e ambientali sane, sia dei lavoratori, nel partecipare attivamente a tali programmi.

Alcuni esempi di programmi di promozione della salute

Alcuni esempi di programmi di promozione della salute negli ambienti di lavoro sono i seguenti: 

1) Programmi di attività fisica come yoga o fitness in ufficio.

2) Organizzazione di competizioni interne o attività ricreative (ad esempio, gite in bicicletta o partite di calcio) per promuovere l’esercizio fisico ed il team building.

3) Esercizi di stretching o meditazione per ridurre lo stress e migliorare la salute fisica e mentale.

4) Programmi di alimentazione sana ed incontri di educazione alimentare.

5) Programmi di supporto psicologico per i dipendenti (sessioni di counselling e/o gruppi di supporto per aiutare i lavoratori a gestire lo stress e la pressione sul lavoro).

6) Programmi di sviluppo delle competenze con opportunità di formazione e sviluppo delle competenze per aiutare i dipendenti a crescere dal punto di vista umano e professionale.

7) Vacanze retribuite (giorni extra di ferie per i dipendenti per promuovere il riposo e la ricarica energetica); sostegno finanziario per la salute (incentivi finanziari per i dipendenti che partecipano a programmi di promozione della salute).

8) Introduzione di soluzioni ergonomiche negli ambienti di lavoro per migliorare la qualità degli ambient indoor, favorendo le pause, l’introduzione di soluzioni ergonomiche con il mantenimento di una postura corretta al lavoro e di pause regolari durante la giornata.

9) Ambiente di lavoro inclusivo con adozione di pratiche utili a promuovere l’inclusione e la diversità all’interno dell’azienda (fornitura di spazi accessibili per i dipendenti con disabilità e la formazione sulla consapevolezza della disabilità; supporto alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (flessibilità dell’orario di lavoro, smart working, ecc.). 

I programmi di promozione come investimento economico per il datore di lavoro

Questi sono solo alcuni esempi di programmi di promozione della salute negli ambienti di lavoro. Affinché l’investimento economico fatto dal datore di lavoro sia vantaggioso dal punto di vista del rapporto costi-benefici, è necessario che il programma sia pianificato e personalizzato per le esigenze specifiche delle aziende e dei lavoratori e sia sostenibile a lungo termine.

Cosa consiglia l’EU-OSHA

Secondo l’EU-OSHA, gli interventi aziendali si possono attuare a tre livelli:

  1. Sull’organizzazione del lavoro (per esempio, flessibilità dell’orario di lavoro, partecipazione dei lavoratori all’organizzazione del lavoro, messa a disposizione dei lavoratori di opportunità di apprendimento permanente);
  2. Sull’ambiente di lavoro (per esempio, offerta di spazi per socializzare, divieto di distribuzione di bevande alcoliche);
  3. Sull’individuo (per esempio, finanziamento di attività ed eventi sportivi, promozione di stili alimentari salubri attraverso azioni di counseling alimentare e di programmi formativi, offerta di programmi per smettere di fumare ed aumentare l’esercizio fisico, consulenze e supporto psicologico per il controllo dello stress e la risoluzione di problemi attraverso “sportelli di counseling anonimi”).

La differenza tra le attività di prevenzione e le attività di promozione della salute in azienda

L’ art. 25 del D.Lgs. 81/2008 per la prima volta inserisce tra gli obblighi del Medico Competente quello di collaborare “…alla attuazione e valorizzazione di programmi volontari di «promozione della salute», secondo i principi della responsabilità sociale”.

Esistono delle differenze fondamentali dal punto di vista giuridico tra le misure di prevenzione e protezione (obbligatorie) ed i programmi di  promozione della salute (facoltativi) per i lavoratori.

Prima di realizzare un programma di promozione della salute negli ambienti di lavoro, è necessario che il piano di prevenzione, contenuto nel Documento di valutazione dei rischi (DVR), deve essere redatto obbligatoriamente dal Datore di lavoro e messo in atto.

I programmi di promozione della salute, quindi, possono essere organizzati dal Datore di lavoro in forma volontaria.

Le misure di prevenzione contenute nel Documento di valutazione del rischio sono cogenti per tutti gli attori della sicurezza con funzioni operative, ivi compresi i lavoratori. Questi ultimi, ad esempio, devono sottoporsi obbligatoriamente alle visite mediche previste dal Piano di sorveglianza sanitaria (inadempienza penalmente sanzionata); la partecipazione dei lavoratori ai programmi di promozione della salute, invece, è del tutto facoltativa.

Valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria e promozione della salute dei lavoratori

La valutazione dei rischi e la sorveglianza sanitaria sono finalizzati a contrastare i rischi specifici presenti in azienda, ma assenti nella popolazione generale.

Al contrario, gli interventi di promozione della salute non riguardano i rischi lavorativi specifici ma più in generale i rischi per la salute esistenti nella popolazione generale. La mancata attività di collaborazione alla valutazione dei rischi specifici e di sorveglianza sanitaria da parte del Medico Competente è penalmente sanzionata; non sono previste sanzioni, invece, per la mancata attività di promozione della salute.

I punti di contatto tra le misure di prevenzione e le attività di promozione della salute negli ambienti di lavoro

Esistono numerosi punti di congiunzione tra le misure preventive e quelle di promozione della salute che devono essere considerate strettamente interconnesse. 

Come sostenuto dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute nei luoghi di Lavoro, il programma di promozione della salute presuppone la necessità di un ambiente salubre e sicuro. Qualunque programma di promozione della salute  si basa su una solida cultura della prevenzione e di gestione dei rischi (EU-OSHA, 2010).

Qualunque programma di promozione della salute negli ambienti di lavoro funziona, pertanto, solo se esso rappresenta un elemento stabile di un processo completo di gestione della salute. Non può esistere, in altre parole, un’attività di promozione della salute se prima non viene svolta in modo efficace l’attività di prevenzione dai rischi lavorativi. La promozione della salute è pertanto il passo successivo della prevenzione e rappresenta la strategia complementare a quella della “tutela” della salute.

La promozione della salute dei lavoratori e la prevenzione dei rischi lavorativi

La “Workplace Health Promotion” (WHP) o promozione della salute è il punto di incontro tra la prevenzione dei rischi occupazionali, l’adozione di stili di vita salutari da parte dei lavoratori ed il miglioramento dell’organizzazione del lavoro.

La WHP, pertanto, è una strategia che può risultare vincente soltanto quando risulta integrata con le buone pratiche di prevenzione e sicurezza.

L’INAIL e la promozione della salute negli ambienti di lavoro

L’INAIL ha realizzato una Fact sheet per illustrare i principi fondamentali della promozione della salute nei luoghi di lavoro (WHP): partecipazione e coinvolgimento dei lavoratori, impegno etico dei datori di lavoro e integrazione dell’organizzazione lavorativa nelle comunità di riferimento.

La WHP può essere considerata, secondo l’INAIL, una strategia di investimento che, grazie all’aumentata soddisfazione dei lavoratori e alla riduzione di assenze dal lavoro, genera maggior produttività individuale e aziendale.

Il ruolo del Medico Competente nella promozione della salute dei lavoratori

La figura di riferimento sanitaria, che rappresenta il punto di incontro tra la prevenzione e la promozione della salute dei lavoratori è il Medico Competente.

Il medico aziendale, infatti, può conoscere meglio di chiunque altro lo stato di salute dei lavoratori, i loro stili di vita o i comportamenti a rischio e i rischi professionali a cui sono esposti in ragione del lavoro svolto. Tale conoscenza deriva dall’attività di sorveglianza sanitaria che segue nel tempo il lavoratore, attraverso visite mediche periodiche. 

In tal modo, il Medico Competente può verificare l’efficacia degli interventi di prevenzione messi in atto dal datore di lavoro. L’ambiente di lavoro si può considerare da sempre come l’ambiente ideale per effettuare campagne di promozione della salute, in quanto è il luogo dove i dipendenti trascorrono gran parte della loro giornata lavorando secondo orari regolari.

L’ambiente di lavoro è il luogo privilegiato per coinvolgere nelle attività di promozione della salute un grande numero di soggetti che possono essere seguiti nel tempo attraverso i programmi di sorveglianza sanitaria integrati.

Per approfondire:

Alcuni riferimenti bibliografici:

  1. Bernardini M. Il ruolo del medico competente nella promozione della salute. Atti del Convegno “La promozione della salute nei luoghi di lavoro. Il ruolo del medico competente”. Modena, 24 Maggio 2013.
  2. De Lorenzo G, Chirico F, Sacco A, Magnavita N. Prevenzione, promozione e personalizzazione. In Medicina del Lavoro pratica di N. Magnavita. Milano: Wolters Kluwer Italia; 2018.
  3. Magnavita N. Obstacles and future prospects. Considerations on health promotion activities for older workers in Europe. Int J Environ Res Public Health. 2018 May 28;15(6). pii: E1096. doi: 10.3390/ijerph15061096.
  4. Magnavita N. Promuovere la salute dei lavoratori anziani. Le esperienze europee. Milano: Edizioni FS; 2018.
  5. Magnavita N., De Lorenzo G., Sacco A.: Health promotion in the workplace. Med Lav. 2014;105(6):473-474.
  6. Magnavita N. Workplace action for health. Prevention of obesity and hyperlipaemia in a small company. In Proceedings of the International Conference “Work & Health”, Copenhagen, Denmark, 22–25 February 1993.
  7. Health Promotion Glossary. WHO. WHO/HPR/HEP/98.1. Geneva 1998.
  8. Ottawa Charter for Health Promotion. WHO, Geneva, 1986.
  9. Sacco A. Guida all’attività del medico competente. Roma: Epc Editore; 2012 p.64.

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